Diari dalla Bolivia, Filippine, Papua Nuova Guinea e Isole Salomone

Inserito in Diari di viaggio | lunedì 20 luglio 2009 | stampa | 3.013 views

diari2Rendiamo disponibili e liberamente scaricabili i diari di due nostre ex campiste; Giovanna, che sta facendo un periodo di 2 anni in Bolivia e Suor Anna Maria, missionaria in Oceania: i diari sono divisi per missione e raccontano la quotodianità del vivere in Paesi così lontani.

Buona lettura! 

Amadio Marchiol, l’esserci in Mozambico

Inserito in Diari di viaggio | domenica 18 settembre 2005 | stampa | 3.485 views

Il primo incontro con lui risale al maggio 2003, nella Casa Madre di Torino, poco meno di tre mesi prima della partenza per il campo in Mozambico.
E’ in Italia per controlli e cure mediche, per un problema alle gambe e agli occhi. Ma per lui, ovviamente (?), questi non sono problemi. Le sue gambe gonfie e violacee fino al ginocchio, e i suoi occhi come costretti da una cosa simile alla cataratta… non sono mica un problema. E’ solo che le sue gambe hanno camminato tanto. Ed è solo che i suoi occhi hanno visto troppo.

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Appunti di vita quotidiana: uomini, donne e bambini a Wasa, Tanzania

Inserito in Diari di viaggio | sabato 18 settembre 2004 | stampa | 3.483 views

APPUNTI DI VITA QUOTIDIANA

 uomini, donne, bambini a WASA, Tanzania
 
Stefano a Wasa, Tanzania 2004
 

“…Il punto focale della questione è questo: loro non hanno tanto: le case sono quelle, i vestiti sono il più delle volte stracciati, girano a piedi nudi ovunque, alcuni tossiscono e hanno il naso che cola, alcuni sono proprio nella miseria totale, vivono di allevamento, grano e legname, gli uomini li vedi a gruppi che parlano seduti sulla pietra e ci osservano, le donne lavorano, trasportando il bimbo in spalla e le ceste sulla testa…Questi bambini non li vedi mai soli, mai una volta che ne becchi uno escluso o isolato: sono sempre in gruppo… Stando tutto questo, loro sono contenti; ci sorridono e l’obiettivo è la fine della giornata. Non importa se mangeranno polenta o cosa, in quelle costruzioni in fango, in condizioni igieniche pietose. Loro non sanno che c’è fuori da questa savana. Loro ci guardano curiosi”.

Ecco le primissime sensazioni, due giorni dopo l’arrivo, il 4 Agosto.

La situazione sociale di Wasa, di certo estendibile a quella dei villaggi limitrofi, è la cosa più interessante e affascinante da osservare e su cui riflettere una volta tornati in Italia; credo sia il punto di partenza da considerare per qualsiasi intervento a favore di questa gente. È dalla situazione sociale che derivano l’economia del villaggio e le condizioni di salute dei suoi abitanti; sono gli usi e costumi quotidiani della gente che determinano tutto il resto; qui, più che in ogni altra parte del mondo.

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Il piccolo grande “don” di Wasa

Inserito in Diari di viaggio | giovedì 1 aprile 2004 | stampa | 2.028 views

A Wasa, un villaggio sperduto nell’ altopiano vicino ai monti Kipengere, in Tanzania, è pilastro della comunità don Francesco Msofu.
 
Don Francesco proviene dalla zona di Usokami, precisamente dal villaggio più lontano della regione, nella zona montuosa: Ukami.

Anni fa c’erano solo due famiglie di cristiani in quel villaggio. Nel 1983 un giovane di Mapanda raggiunse quella terra “nascosta” per insegnare religione nella scuola e intraprendere un cammino spirituale con i ragazzi.
Fra i giovani c’era anche lui, un ragazzo orfano di genitori, che viveva con la nonna.

Prese i voti, e in tutta la comunità vi fu una grande festa: c’erano gli abitanti di Ukami e dei villaggi vicini, increduli e gioiosi, pieni di orgoglio perché uno di loro era diventato Padre, come i Padri Missionari.

Si pensi che il protettore della comunità di Ukami è proprio San Francesco…

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