Africa Oggi campi di lavoro in Africa e America Latina » padre Renato Kizito Sesana

Koinonia Children Team a Milano con uno spettacolo teatrale

Inserito in Africa Oggi informa | martedì 27 aprile 2010 | |

spettacolo teatrale KoinoniaVenerdì 7 maggio, ore 21, presso l’Auditorium del PIME di Milano ci sarà uno spettacolo organizzato da Amani con Koinonia, l’ente di padre Renato Kizito Sesana.

SIMBA NA MENDE, che in lingua Swahili vuol dire IL LEONE E LO SCARAFAGGIO è una fiaba tradizionale africana interpretata da 13 Piccoli Artisti del Koinonia Children Team del Kivuli Centre di Nairobi, che si esibiscono non solo attraverso la dimensione fisicaacrobatica, ma anche e soprattutto come Artisti a tutto tondo, capaci di interpretare, mettere in scena, ricordare e drammatizzare.

Il Team è composto da 13 bambini e due accompagnatori: Padre Renato Kizito Sesana e Job Kihiko, loro direttore artistico.

SIMBA NA MENDE, che in lingua Swahili vuol dire IL LEONE E LO SCARAFAGGIO è una fiaba tradizionale africana interpretata da 13 Piccoli Artisti del Koinonia Children Team del Kivuli Centre di Nairobi, che si esibiscono non solo attraverso la dimensione fisicaacrobatica, ma anche e soprattutto come Artisti a tutto tondo, capaci di interpretare, mettere in scena, ricordare e drammatizzare.
Il Team è composto da 13 bambini e due accompagnatori: Padre Renato Kizito Sesana e Job Kihiko, loro direttore artistico.

Venite numerosi!

Scaricate qui la locandina e qui il documento di progetto completo.

Padre Kizito è stato completamente scagionato dalle accuse

Inserito in Africa Oggi informa,stampa e multimedia | martedì 1 settembre 2009 | |

Trascriviamo un articolo uscito su Il Corriere della Sera: il missionario da anni tra gli slum di Nairobi è stato scagionato dalle accuse di cui avevamo accennato in un precedente articolo.

Scagionato Padre Kizito
La polizia: «Non è un pedofilo»
Contro l’ex direttore della rivista comboniana Nigrizia testimonianze false e completamente inventate

NAIROBI (KENYA) – Eric Kiraithe, il capo della polizia di Nairobi, in una dichiarazione pubblica ha scagionato completamente il missionario comboniano italiano, Padre Renato Kizito Sesana, dall’accusa di pedofilia rivoltagli a metà giugno da due suoi collaboratori. «Le indagini che abbiamo effettuato sui presunti abusi sessuali di padre Kizito “ha dichiarato l’ufficiale“ non hanno trovato nessuna prova e nessun indizio. L’implicazione del sacerdote in azioni di questo tipo non è stata neanche lontanamente provata. Su di lui non c’è proprio niente». Quindi assoluzione piena per il missionario, tra l’altro ex direttore della combattiva rivista comboniana Nigrizia, conosciutissimo per le sue attività umanitarie in Kenya, in Sudan e in Tanzania. La sua organizzazione vive di lasciti e finanziamenti filantropici e poichè il lavoro è giudicato più che eccellente, negli anni Kizito ha messo insieme una fortuna, che ha messo a disposizione dei poveri. Terreni sui quali ha edificato i centri di aiuto e recupero. Valore più o meno 5 milioni di euro.

LE TESTIMONIANZE – Così qualcuno ha pensato bene di portarglieli via e ha lanciato le accuse infamanti, per screditarlo, farlo cacciare ignominiosamente dal Kenya e impadronirsi di tutto. Kizito ha dimostrato la sua innocenza come aveva promesso… continua a leggere…

In difesa di Kizito: dichiarazioni contro la campagna di diffamazione

Inserito in Africa Oggi informa,stampa e multimedia | sabato 20 giugno 2009 | |

Diffondiamo il comunicato stampa in cui l’Associazione Amanichiariscele vicendeche vedonocoinvolto padre Renato Kizito Sesana, con il quale Africa Oggi ha fatto campi nei primissimi anni.

Alleghiamo inoltre

Milano, 17 giugno 2009

L’associazione Amani informa che da alcuni mesi è in atto una campagna di diffamazione nei confronti del missionario comboniano Padre Renato Kizito Sesana, iniziata con mail anonime che lo accusano di abusi sessuali su minori.
Amani che in lingua kiswahili significa “pace”, è un’associazione laica che ha iniziato la sua attività nei primi mesi del 1995, insieme a padre Kizito Sesana.

Organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, orienta le sue attività seguendo due principi:
1. privilegiare l’affidamento e la gestione di ogni progetto e iniziativa sul territorio africano a
persone qualificate del luogo;
2. garantire una struttura organizzativa snella per contenere i costi a carico dei donatori.

L’impegno di Amani e Padre Kizito a favore delle popolazioni africane è rivolto in particolare alla cura, all’educazione e alla crescita dei bambini più soli in Kenya, Zambia e Sudan.
Renato Kizito Sesana è dal 1977 che vive e lavora in Africa, dapprima in Zambia, dove dà vita a Koinonia, (che poi crescerà anche in Kenya e in Sudan), una comunità che opera per accogliere i bambini di strada. Grazie all’opera di padre Kizito sono sorti a Nairobi 4 centri di accoglienza per ex bambini di strada e due centri di prima accoglienza.

Padre Kizito assente dal Kenya da inizio gennaio è rientrato lunedì 15 giugno perchè, informato di cosa stava accadendo, ha deciso di affrontare apertamente le accuse.

Ha rilasciato una prima dichiarazione, martedì 16, in cui afferma: “Permettetemi di essere chiaro. Non ho abusato di nessun bambino. Sono pronto ad affrontare chiunque possa provare il contrario”.

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NOI, BAMBINI DI STRADA di Chiara Michelon

Inserito in Proposte di lettura | venerdì 18 gennaio 2008 | |

NOI, BAMBINI DI STRADA
di Chiara Michelon
ed. Laterza

Abstract: Fuggiti da casa, cacciati dai familiari, spesso picchiati, sfruttati, nei loro pochi anni di vita hanno già vissuto storie di disperazione e violenza lungo le pericolose strade delle maggiori città zambiane. I tanti bambini di strada accolti al Mthunzi centre di Lusaka oggi possono finalmente avere un futuro e dei sogni, possono studiare, mangiare, avere di nuovo una famiglia e un tetto sulla testa.
Le pagine di questo libro sono il frutto dell’esperienza vissuta dall’autrice come volontaria al Mthunzi centre, dove si è conquistata la fiducia dei piccoli ex-street children e si è resa voce della loro voce. “La mia unica speranza – scrive l’autrice nella premessa – è che si sappia la verità, che si ascolti la loro voce, che nessuno dimentichi o faccia finta di non sapere che in molte strade del mondo ci sono bambini che non sono più bambini, ma che vorrebbero tanto esserlo”.

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